top of page

La nefrectomia parziale robot-assistita (RAPN) è una tecnica di chirurgia mini-invasiva utilizzata per il trattamento dei tumori renali localizzati, con l'obiettivo di rimuovere la lesione e, quando oncologicamente possibile, preservare la maggior quantità possibile di parenchima renale sano.

La chirurgia robotica consente di affrontare anche tumori renali complessi grazie alla visione tridimensionale ad alta definizione, alla magnificazione dell'immagine e alla precisione degli strumenti articolati.

Il Dr. Giovannalberto Pini è specializzato nella chirurgia robotica urologica e nel trattamento mini-invasivo dei tumori renali. La sua esperienza comprende una lunga formazione internazionale e circa 10 anni di attività presso l'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, oltre all'attuale attività presso l'ASST Lariana – Ospedale Sant'Anna di Como.

Che cos'è la nefrectomia parziale robotica?

La nefrectomia parziale consiste nella rimozione della massa renale, preservando il resto del rene.

A differenza della nefrectomia radicale, nella quale viene rimosso l'intero rene, la nefrectomia parziale è una chirurgia nephron-sparing, cioè finalizzata alla conservazione del maggior numero possibile di nefroni funzionanti.

L'approccio robot-assistito permette di eseguire questa procedura attraverso piccole incisioni, utilizzando una piattaforma robotica controllata direttamente dal chirurgo.

L'obiettivo è ottenere il miglior equilibrio possibile tra:

  • controllo oncologico;

  • preservazione della funzione renale;

  • riduzione del sanguinamento;

  • ricostruzione accurata del rene;

  • riduzione del trauma chirurgico.

Quando è indicata?

La nefrectomia parziale è oggi una delle principali strategie chirurgiche per i tumori renali localizzati, quando la posizione e le caratteristiche della lesione consentono di conservare il rene.

La scelta dell'intervento dipende da diversi fattori:

  • dimensioni del tumore;

  • posizione della lesione all'interno del rene;

  • rapporto con i vasi renali e con il sistema escretore;

  • componente endofitica o esofitica della massa;

  • funzione del rene;

  • presenza di un rene unico;

  • eventuale malattia renale cronica;

  • condizioni generali del paziente.

La decisione viene presa dopo un'attenta valutazione delle immagini radiologiche, generalmente TC o risonanza magnetica, insieme alle caratteristiche cliniche del paziente.

Nefrectomia parziale, tumorectomia ed enucleazione: qual è la differenza?

Il termine nefrectomia parziale identifica l'intervento di conservazione del rene nel quale viene rimossa la lesione insieme a una quantità variabile di tessuto renale circostante.

In casi selezionati è possibile eseguire una tumorectomia, rimuovendo la massa con un margine di tessuto sano.

Un'altra possibilità è l'enucleazione renale, una tecnica che segue il piano naturale di separazione tra il tumore e il parenchima renale circostante e può consentire un risparmio particolarmente elevato di tessuto renale sano.

La scelta della tecnica non è standardizzata per tutti i pazienti: dipende dall'anatomia del tumore, dalla sua profondità, dai rapporti con i vasi e con le vie escretrici e dall'obiettivo di ottenere un'adeguata resezione oncologica preservando la funzione renale.

Perché la chirurgia robotica?

La chirurgia robotica offre caratteristiche particolarmente utili nella nefrectomia parziale.

La visione tridimensionale ingrandita e gli strumenti articolati consentono al chirurgo di eseguire dissezioni e suture precise anche in aree anatomiche difficili da raggiungere.

Durante l'intervento è possibile:

  • identificare con precisione la lesione;

  • preservare il maggior quantitativo possibile di parenchima renale sano;

  • effettuare, quando indicato, un clampaggio selettivo dei vasi renali;

  • ridurre il tempo di ischemia del rene;

  • eseguire una ricostruzione renale accurata dopo la rimozione della lesione.

Il robot non opera autonomamente: tutti i movimenti degli strumenti sono controllati direttamente dal chirurgo alla console.

Come si svolge la nefrectomia parziale robotica?

L'intervento viene eseguito in anestesia generale attraverso un approccio laparoscopico robot-assistito.

Dopo il posizionamento dei trocar e l'accesso alla cavità addominale, il chirurgo identifica il rene e la massa renale.

In base alle caratteristiche del tumore può essere necessario controllare temporaneamente il flusso sanguigno al rene o utilizzare tecniche di clampaggio selettivo dei rami arteriosi, con l'obiettivo di limitare il più possibile l'ischemia del parenchima sano.

La lesione viene quindi rimossa mediante la tecnica più appropriata — tumorectomia, resezione parziale o enucleazione — e il rene viene ricostruito mediante una sutura accurata.

Il pezzo operatorio viene inviato all'esame istologico per definire la natura della lesione e le caratteristiche del tumore.

Tumori renali complessi

La chirurgia conservativa del rene può essere particolarmente complessa quando il tumore presenta caratteristiche anatomiche sfavorevoli.

La difficoltà aumenta, ad esempio, nei tumori:

  • prevalentemente endofitici;

  • di grandi dimensioni;

  • vicini al seno renale;

  • in rapporto con il sistema pielocaliceale;

  • adiacenti a importanti strutture vascolari;

  • associati a un'anatomia vascolare complessa.

In questi casi la pianificazione preoperatoria e la conoscenza dettagliata dell'anatomia vascolare sono fondamentali.

Nefrectomia Parziale Robotica per il Tumore del Rene

Nefrectomia parziale robot-assistita (RAPN), tumorectomia ed enucleazione renale: tecniche mini-invasive per rimuovere il tumore preservando, quando possibile, la maggior quantità di tessuto renale sano.ssa quando il tumore presenta caratteristiche anatomiche sfavorevoli.

Esempio di caso clinico complesso

I tumori renali a localizzazione complessa possono rappresentare una particolare sfida per la chirurgia conservativa del rene. La pianificazione preoperatoria e la conoscenza dettagliata dell'anatomia renale e vascolare sono fondamentali per ottenere un adeguato risultato oncologico, preservando quando possibile il maggior quantitativo di parenchima renale sano.

In questo caso, la TC preoperatoria ha evidenziato una neoformazione solida del polo superiore del rene sinistro, a sviluppo prevalentemente endofitico (circa il 70% del volume), in stretta contiguità con un ramo venoso segmentale e associata a un peduncolo vascolare complesso costituito da tre arterie renali indipendenti.

La complessità anatomica della lesione e i suoi rapporti con le strutture vascolari rendevano particolarmente delicata la pianificazione di una chirurgia conservativa.

Il caso è stato trattato mediante enucleazione robot-assistita, con completo risparmio del parenchima renale sano circostante e preservazione della funzione renale.

La procedura è stata eseguita mediante clampaggio selettivo dei rami arteriosi, con l'obiettivo di limitare l'ischemia al territorio interessato e preservare la perfusione del restante parenchima renale. Dopo l'enucleazione della lesione è stata eseguita la ricostruzione del rene e un'accurata emostasi, senza complicanze intraoperatorie.

Il caso rappresenta un esempio delle possibilità offerte dalla chirurgia robotica conservativa del rene anche in presenza di tumori a sviluppo prevalentemente endofitico e di un'anatomia vascolare complessa.

image.png
IMG_7140.jpg
6acebd59-1403-4967-9961-86e03f843b9b.JPG

Video – Enucleazione robotica di un voluminoso tumore renale

Nel video è documentato un caso di voluminosa neoformazione renale di circa 10 cm, trattata mediante chirurgia robot-assistita con approccio conservativo. Nonostante le dimensioni della lesione, l'obiettivo chirurgico è stato quello di ottenere la completa asportazione del tumore preservando il maggior quantitativo possibile di parenchima renale sano.

L'enucleazione robot-assistita ha consentito di seguire il piano di separazione tra la massa tumorale e il parenchima circostante, permettendo la rimozione della lesione con massimo risparmio del tessuto renale sano e successiva ricostruzione del rene. Il video mostra alcune delle principali fasi dell'intervento e rappresenta un esempio delle possibilità offerte dalla chirurgia robotica nella gestione conservativa anche di tumori renali di grandi dimensioni.

​Indicazioni Post-Operatorie dopo Nefrectomia Parziale Robotica

🛌 Attività Fisica e Riposo

  • Riposo fisico per 30 giorni (evitare sforzi eccessivi).

  • Evitare sport che comportano uso della sella (bicicletta, moto, equitazione) o con moto vibratorio (trattore falciaerba, moto) per 60 giorni.

  • È consigliato svolgere passeggiate leggere quotidiane.

  • Indossare calze elastiche a compressione graduata per 30 giorni dopo l'intervento.

🚿 Cura delle Ferite

  • È possibile fare una doccia veloce mantenendo i cerotti in sede (da sostituire subito dopo).

  • Rimozione dei cerotti: dopo 2 giorni dall’intervento.

  • Disinfezione quotidiana delle ferite con Amukina MED per 7 giorni.

  • I punti di sutura sono riassorbibili e cadranno spontaneamente in circa 3-4 settimane.

💧 Idratazione e Farmaci

  • Bere 1–1,5 litri di acqua al giorno (non eccedere).

  • In caso di dolore, assumere Paracetamolo 1000 mg compresse, al bisogno (massimo 1 compressa ogni 8 ore).

ℹ️ Sintomi Comuni Non Preoccupanti

  • È possibile avere una febbricola serotina (nel tardo pomeriggio o sera) con temperatura tra 37.5°C e 37.8°C, fino a 2 settimane dopo l'intervento.

🚨 Quando Contattare il Medico

  • Presenza di macroematuria (sangue nelle urine) associata o meno a dolore al fianco.

  • Febbre superiore a 38.5°C con brividi.

Follow-up e controlli post-operatori

  • La consegna dell'esame istologico, che richiede 2-4 settimane, permette di pianificare i successivi controlli mirati a valutare la funzionalità renale residua e l’assenza di recidiva che consta di 

    • ​monitoraggio clinico (esami ematici) e

    • radiologico (TC o RM) 

  • In caso di tumore maligno, il follow-up sarà personalizzato in base al tipo istologico e allo stadio della malattia.

Pubblicazioni scientifiche

image.png
image.png
image.png
image.png
bottom of page