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Prostatectomia Radicale Robot-Assistita (RARP)

Postazione chirurgica (console)

Postazione chirurgica (console)

Il chirurgo, fisicamente lontano dal paziente, è comodamente seduto ad un pannello di controllo. La console è dotata di 2 joystics e diversi comandi azionabili con i piedi.

Robot daVinci modello XI (Intuitive

Robot daVinci modello XI (Intuitive

Il robot è dotato di 4 braccia e non opera da solo ma replica esattamente i gesti eseguiti dal chirurgo alla console.

Visione e comandi.

Visione e comandi.

Lo schermo consente una visione tridimensionale (3D – alta definizione) ed ingrandita 6-10 volte. I comandi permettono maggiore precisione, azzerando il tremore naturale delle mani.

Prostatectomia radicale robot-assistita:
tecnologia e precisione nella chirurgia del tumore della prostata.

Che cos'è la Prostatectomia Radicale?

La prostatectomia radicale è un intervento chirurgico utilizzato nel trattamento del cancro della prostata localizzato o localmente avanzato, quando indicato.

L'intervento prevede la rimozione della:

  • prostata;

  • vescicole seminali;

  • eventuali tessuti circostanti, quando necessario in relazione alle caratteristiche della malattia.

Al termine dell'intervento viene ricostruita la continuità tra la vescica e l'uretra (anastomosi vescico-uretrale).

La prostatectomia radicale può essere eseguita attraverso diverse tecniche chirurgiche.

Prostatectomia radicale retropubica

La tecnica a cielo aperto (open) prevede un'incisione chirurgica nella parte inferiore dell'addome, generalmente dalla regione sotto-ombelicale verso il pube.

Prostatectomia radicale laparoscopica

La tecnica laparoscopica viene eseguita attraverso piccole incisioni addominali.

La cavità addominale viene insufflata con anidride carbonica (CO₂) per creare lo spazio necessario all'introduzione degli strumenti chirurgici.

Attraverso generalmente 4–5 piccole incisioni vengono introdotti il laparoscopio, dotato di videocamera, e gli strumenti chirurgici.

Prostatectomia radicale robot-assistita

La prostatectomia radicale robot-assistita (RARP) viene eseguita attraverso la stessa filosofia mini-invasiva della laparoscopia, utilizzando il sistema robotico da Vinci®.

Il robot non opera autonomamente: è il chirurgo a controllare direttamente gli strumenti attraverso una console dedicata.

Il sistema robotico offre alcune caratteristiche particolarmente utili nella chirurgia pelvica di precisione:

  • visione tridimensionale (3D) ad alta definizione, con ingrandimento dell'immagine;

  • strumenti articolati che consentono un'ampia libertà di movimento all'interno della pelvi;

  • filtrazione del tremore fisiologico;

  • possibilità di modulare e rendere più precisi i movimenti del chirurgo;

  • maggiore ergonomia, grazie alla posizione del chirurgo alla console.

Queste caratteristiche possono facilitare l'esecuzione di una chirurgia particolarmente precisa in una regione anatomica complessa come la pelvi.

 

Prostata-Vescicole Seminali-Tumore prostata
accessi-prostatectomia-radicale-open-laparoscopica-robotica.
Sistema robotico da Vinci Xi utilizzato per la prostatectomia radicale robot-assistita
Prostatectomia Radicale Hood-Technique Robot-Assistita

Prostatectomia Radicale Hood-Technique Robot-Assistita

Preservazione dei nervi erigendi

Uno degli obiettivi della prostatectomia radicale, quando oncologicamente possibile, è preservare le strutture nervose coinvolte nella funzione erettile (nerve-sparing).

I nervi erigendi decorrono lateralmente alla prostata, all'interno di strutture anatomiche estremamente delicate e variabili da paziente a paziente.

La possibilità e il grado di preservazione dei nervi vengono valutati individualmente, considerando:

  • PSA;

  • grado e caratteristiche del tumore;

  • risultati della biopsia;

  • risonanza magnetica multiparametrica;

  • localizzazione e dimensioni della malattia;

  • eventuale sospetto di estensione extracapsulare;

  • caratteristiche anatomiche del paziente.

L'obiettivo è ottenere il miglior equilibrio possibile tra radicalità oncologica e preservazione funzionale.

La preservazione dei nervi non può essere garantita in tutti i pazienti: quando la malattia è a stretto contatto con i fasci neurovascolari o li coinvolge, può essere necessario modificare o rinunciare al nerve-sparing per ottenere un adeguato controllo oncologico.

Gradi di preservazione

Quando indicato, il nerve-sparing può essere modulato in relazione alla situazione oncologica e anatomica del singolo paziente.

In termini generali si può distinguere tra:

  • preservazione massima, con dissezione estremamente vicina alla prostata;

  • preservazione interfasciale, con un diverso piano di dissezione;

  • preservazione parziale, quando è necessario sacrificare parte delle strutture nervose;

  • assenza di preservazione, quando le caratteristiche della malattia richiedono una resezione più ampia.

La scelta del livello di preservazione viene quindi effettuata caso per caso, con l'obiettivo prioritario di garantire la sicurezza oncologica.

Chirurgia robotica e recupero della funzione sessuale

La preservazione dei nervi erigendi rappresenta uno dei principali fattori associati al recupero della funzione erettile dopo prostatectomia radicale.

Il recupero è tuttavia progressivo e variabile e dipende da diversi fattori, tra cui:

  • età;

  • funzione erettile preoperatoria;

  • presenza di fattori di rischio cardiovascolare;

  • caratteristiche della malattia;

  • grado di preservazione dei nervi;

  • risposta alla riabilitazione sessuale.

Uno studio condotto durante la mia esperienza presso il Karolinska Institutet di Stoccolma ha analizzato il recupero della funzione sessuale dopo prostatectomia radicale robot-assistita rispetto alla tecnica open, con valutazioni a 3, 12 e 24 mesi.

I risultati dello studio hanno evidenziato differenze nel recupero della funzione sessuale nel tempo.

Ricerca scientifica Dr. Pini

Chirurgia robotica e recupero della funzione erettile

Il Dr. Giovannalberto Pini è coautore di uno studio prospettico multicentrico che ha confrontato gli esiti della prostatectomia radicale robot-assistita con quelli della prostatectomia radicale retropubica a cielo aperto, con particolare attenzione al recupero della funzione erettile e agli esiti oncologici.

Lo studio, condotto nell'ambito del LAParoscopic Prostatectomy Robot Open Trial (LAPPRO), ha coinvolto 2.545 pazienti e ha valutato il recupero della funzione erettile a 3, 12 e 24 mesi dall'intervento.

I risultati hanno evidenziato un recupero più favorevole della funzione erettile dopo chirurgia robot-assistita nei pazienti con malattia a basso e intermedio rischio, sottolineando l'importanza della preservazione dei fasci neurovascolari e della selezione della tecnica chirurgica in relazione alle caratteristiche della malattia.

Pubblicazione scientifica

Sooriakumaran P, Pini G, Nyberg T, Derogar M, Carlsson S, Stranne J, Bjartell A, Hugosson J, Steineck G, Wiklund PN.

Erectile Function and Oncologic Outcomes Following Open Retropubic and Robot-assisted Radical Prostatectomy: Results from the LAParoscopic Prostatectomy Robot Open Trial.

European Urology. 2018;73(4):618–627.

DOI: 10.1016/j.eururo.2017.08.015

→ Leggi la pubblicazione scientifica

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Confronto recupero attività erettile

tecnica robotica (RARP)

e

tecnica open (RRP - tradizionale)

Netta differenza in vantaggio della tecnica robotica a 3, 12 e 24 mesi dall'operazione

ED LAPPRO 2017.jpg

Dimissione e recupero dopo Prostatectomia Radicale Robot-Assistita (RARP)

Dimissione dall'ospedale

La dimissione avviene generalmente 2–3 giorni dopo l'intervento, con il catetere vescicale ancora in sede.

La rimozione del catetere viene programmata in ambulatorio, generalmente dopo circa 4–7 giorni dall'intervento, secondo le indicazioni fornite al momento della dimissione.

La rimozione del catetere è generalmente ben tollerata e non dolorosa.

Consigli dopo la Prostatectomia Radicale Robot-Assistita

Cosa fare nei primi giorni dopo l'intervento

Attività fisica

  • È consigliabile un riposo relativo nei primi giorni.

  • Sono raccomandate passeggiate quotidiane, aumentando gradualmente la durata in base alle proprie condizioni.

  • Evitare sforzi fisici importanti e il sollevamento di pesi per circa 30 giorni, salvo diversa indicazione del medico.

  • Evitare gli sport che comportano pressione sul perineo, come ciclismo, spinning ed equitazione, per almeno 6–8 settimane.

Idratazione

Bere regolarmente durante la giornata, secondo le proprie esigenze e le eventuali indicazioni mediche specifiche.

Igiene personale

È possibile fare una doccia breve già nei primi giorni, salvo diversa indicazione.

Dopo la doccia, asciugare delicatamente le ferite senza strofinare.

Ferite chirurgiche e medicazione

  • I cerotti possono generalmente essere rimossi dopo circa 48 ore, se le ferite sono asciutte e non presentano secrezioni.

  • In presenza di secrezioni, la medicazione deve essere mantenuta e sostituita secondo le indicazioni ricevute.

  • Le ferite devono essere mantenute pulite e asciutte.

  • I punti di sutura sono generalmente riassorbibili e non devono essere rimossi.

Farmaci

Per il dolore può essere utilizzato paracetamolo, secondo la prescrizione ricevuta alla dimissione e nel rispetto della dose massima giornaliera.

Gli eventuali farmaci prescritti alla dimissione devono essere assunti secondo le indicazioni del medico.

Posizione e attività quotidiane

È consigliabile evitare di rimanere seduti per periodi prolungati e alzarsi regolarmente durante la giornata.

Profilassi del rischio tromboembolico

La necessità di una profilassi antitrombotica viene valutata individualmente, sulla base delle caratteristiche del paziente, del tipo di intervento e dei fattori di rischio personali.

  • Calze elastiche: utilizzarle secondo le indicazioni ricevute.

  • Eparina a basso peso molecolare: viene prescritta quando indicata, sulla base della valutazione individuale del rischio tromboembolico.

Gestione del catetere vescicale a domicilio

Durante il periodo di permanenza del catetere è importante mantenere una corretta igiene e verificare regolarmente che il sistema di drenaggio funzioni correttamente.

Durante il giorno

È possibile utilizzare una sacca da gamba, più piccola e facilmente trasportabile.

Durante la notte

È consigliabile utilizzare una sacca di raccolta di maggiore capacità, mantenuta al di sotto del livello della vescica.

Igiene

  • Lavare accuratamente le mani prima e dopo aver manipolato il catetere o la sacca.

  • Detergere delicatamente la zona genitale e il punto di ingresso del catetere almeno due volte al giorno.

  • Evitare di tirare o piegare il catetere.

  • Mantenere sempre la sacca al di sotto del livello della vescica.

  • Verificare che il tubo non presenti pieghe o ostruzioni.

Disturbi comuni nelle prime settimane

Alcuni sintomi possono comparire nelle prime 2–3 settimane e, se di lieve entità, non devono necessariamente destare preoccupazione.

Perdite di urina intorno al catetere

Può verificarsi una piccola fuoriuscita di urina tra il pene e il catetere, soprattutto in occasione degli spasmi vescicali.

Se necessario, è possibile utilizzare una protezione assorbente fino alla rimozione del catetere.

Spasmi vescicali

Possono comparire brevi episodi di dolore o di forte stimolo a urinare, talvolta accompagnati da una piccola perdita di urina intorno al catetere.

Fastidio perineale

Un certo fastidio nella zona compresa tra scroto e ano può persistere per alcune settimane.

Può essere utile utilizzare una seduta morbida ed evitare di rimanere seduti a lungo.

Gonfiore di pene e scroto

Un certo grado di edema dei genitali può comparire nei giorni successivi all'intervento.

Può essere utile:

  • mantenere lo scroto leggermente sollevato quando si è sdraiati;

  • utilizzare biancheria intima aderente ma confortevole;

  • applicare localmente del ghiaccio, avvolto in un panno e per brevi periodi, se indicato.

Quando contattare il medico

Contattare il medico o la struttura di riferimento in presenza di:

  • febbre superiore a 38–38,5 °C, soprattutto se associata a brividi;

  • dolore addominale intenso o persistente;

  • importante gonfiore o dolore nella zona della ferita;

  • sanguinamento significativo;

  • mancato drenaggio dell'urina attraverso il catetere;

  • improvvisa riduzione o assenza della produzione di urina;

  • peggioramento improvviso delle condizioni generali.

In caso di sintomi importanti o di peggioramento rapido, rivolgersi tempestivamente a un servizio di emergenza.

Recupero della continenza urinaria

Il recupero della continenza dopo prostatectomia radicale robot-assistita è progressivo e può richiedere settimane o mesi.

Nella mia casistica personale, circa il 70% dei pazienti non presenta perdite urinarie già al momento della rimozione del catetere.

Il recupero può tuttavia variare significativamente in relazione a:

  • età;

  • continenza urinaria preoperatoria;

  • caratteristiche anatomiche;

  • caratteristiche della malattia;

  • tecnica chirurgica utilizzata;

  • possibilità di preservare le strutture coinvolte nella continenza.

Nella mia casistica personale:

  • circa il 95% dei pazienti raggiunge la continenza completa entro 6 mesi;

  • circa il 100% entro 12 mesi.

Questi dati si riferiscono alla mia esperienza personale e non rappresentano una garanzia individuale di risultato.

Riabilitazione del pavimento pelvico

A circa 2–3 settimane dalla rimozione del catetere, quando indicato, può essere iniziato un programma di riabilitazione del pavimento pelvico.

Il percorso viene personalizzato e può essere effettuato con il supporto di un fisioterapista specializzato nella riabilitazione del pavimento pelvico maschile.

Recupero della funzione sessuale

Il recupero della funzione erettile dopo prostatectomia radicale è generalmente più lento rispetto al recupero della continenza e può richiedere molti mesi.

Quando le caratteristiche della malattia lo consentono, durante l'intervento può essere effettuata la preservazione dei nervi erigendi (nerve-sparing). La possibilità di preservare i nervi viene valutata individualmente sulla base della localizzazione e dell'estensione del tumore e, quando appropriato, delle esigenze e delle preferenze del paziente.

Dopo l'intervento può essere proposto un programma personalizzato di riabilitazione sessuale, che può comprendere:

Terapia farmacologica

L'utilizzo di farmaci inibitori della fosfodiesterasi-5, come il tadalafil, viene stabilito individualmente in base alle condizioni cliniche del paziente e al percorso di riabilitazione.

Vacuum device

Il vacuum erection device può essere utilizzato, quando indicato, per favorire l'afflusso di sangue al pene e contribuire al mantenimento della salute dei tessuti cavernosi.

Terapia intracavernosa

Se il recupero dell'erezione non è soddisfacente, può essere valutato l'utilizzo di farmaci intracavernosi, mediante una piccola iniezione nel pene.

Quando necessario, può essere eseguito un Eco-Color-Doppler penieno dinamico per valutare la funzione vascolare e orientare il trattamento.

Tempi di recupero

Il recupero della funzione erettile è variabile e può proseguire anche per 18–24 mesi dopo l'intervento.

I principali fattori che influenzano il recupero sono:

  • età;

  • funzione erettile prima dell'intervento;

  • presenza di fattori di rischio cardiovascolare;

  • caratteristiche della malattia;

  • grado di preservazione dei nervi erigendi;

  • risposta alla riabilitazione.

L'obiettivo della riabilitazione è accompagnare il recupero della funzione sessuale attraverso un percorso personalizzato e progressivo.

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